Bianca rimase immobile in mezzo al soggiorno.
Non disse nulla.
Si limitò a osservare.
Elena stava già disfacendo le valigie, canticchiando piano come se vivesse con lei da anni. Prese un vassoio di torta, lo posò sul tavolo e iniziò a disporre i piatti.
“Bianca, sei qui? Non ti ho nemmeno vista. Oh, sei così magra, mamma… non mangi mai.”
Il tono era dolce. Troppo dolce.
Bianca sentì un pulsare alle tempie.
“Fuori dalla mia cucina.”
La sua voce era calma. Così calma che Andrei alzò improvvisamente la testa.
Elena rise sommessamente, come se fosse uno scherzo.
“Dai, mamma, smettila di fare la vittima. Ho pulito per te. Ho rimesso a posto la tua casa.”
“Fuori. Fuori. Fuori dalla cucina. Da me.”
Questa volta, ogni parola uscì pesantemente, con enfasi.
Elena si fermò. Per la prima volta, guardò intensamente Bianca.
“Andrei, vedi come parla?”
Ma Andrei non disse altro.
Bianca si avvicinò lentamente al tavolo. Prese la tovaglia nuova, ancora impacchettata, e la rimise nella borsa.
“Non ho bisogno di niente da te.”
“Cosa intendi?” Elena aggrottò la fronte. “Tutto quello che ho fatto è stato per il tuo bene. Questa casa era… vuota.”
“Era mia.”
Silenzio.
L’aria si fece tesa come un filo.
Bianca si rivolse ad Andrei.
“Hai 10 minuti.”
“Per cosa?”
“Per scegliere.”
Elena sbuffò.
“Cosa scegliere, mamma? Non vedi che stai esagerando?”
Bianca non gli tolse gli occhi di dosso.
“Io… o tua madre.”
Andrei sbatté le palpebre frequentemente, come se non capisse.
“Bianca, non puoi chiederlo…”
“Sì, posso.”
La sua voce non tremò affatto.
“Perché non si tratta delle tende. O del bollitore. Si tratta del fatto che io non esisto più in questa casa.”
Andrei tacque.
Si guardò intorno. Per la prima volta, gli sembrò di vedere tutto in modo diverso. I cuscini. Le tende. Il caos.
E l’assenza.
L’assenza di Bianca da ogni cosa.
“La mamma voleva solo aiutare…”
“No,” lo interruppe Bianca. “Non volevi essere coinvolto. L’hai lasciata decidere per te. Per noi.”
Elena alzò la voce:
“Andrei, dille qualcosa! Non vedi che ti sta manipolando?”
Ma Andrei non guardava più sua madre.
Guardava Bianca.
Per la prima volta… con paura.
«Se decidi di continuare così», disse Bianca a bassa voce, «me ne vado. E non tornerò più».
Prese la chiave dal tavolo.
Un gesto semplice.
Ma ne sono sicura.
Elena rise nervosamente.
«Dove vai? Pensi di trovare una casa migliore? O un’altra casa come questa?»
Bianca aprì la porta.
«Farò di questa casa mia. Di nuovo. Ma questa volta… senza che nessuno mi cancelli da qui».
Andrei fece un passo verso di lei.
«Bianca, aspetta…»
Si fermò.
Guardò di nuovo sua madre.
E poi Bianca.
Quello fu il secondo.
«Mamma…» disse a bassa voce. «Devi andare».
Elena si bloccò.
«Che intendi con ‘andare’?»
«Adesso».
La sua voce non era forte. Ma era determinato.
Per la prima volta.
Elena iniziò a parlare, a difendersi, ad alzare la voce.
Ma non importava più.
Bianca rimase sulla soglia.
Non sorrideva.
Ma non era più nemmeno arrabbiata.
Solo… calma.
Perché finalmente qualcuno aveva scelto.
E questa volta… era stata scelta lei.