Ogni mattina, la tosse di Andrei sembrava più forte. Più profonda. Come se qualcosa gli stesse stringendo i polmoni dall’interno.
Briana non poteva più ignorare ciò che vedeva.
Una sera, dopo che tutti se ne furono andati, tornò in camera da letto con una piccola torcia. Sollevò il tappeto in un angolo. Sotto, il parquet era gonfio, nero in alcuni punti. Toccò il muro. Era freddo e umido.
Muschio. Tanto muschio.
Conosceva quell’odore. Lo conosceva fin dall’infanzia, dai vecchi caseggiati popolari dove l’umidità faceva ammalare bambini e anziani.
Il giorno dopo, entrò nella stanza con determinazione.
“Signor Ionescu, devo dirle qualcosa”, disse, con il cuore che le batteva forte in gola.
Aprì gli occhi, esausto.
“Cosa è successo?”
“Questa stanza… non è sicura. Il muro dietro l’armadio è pieno di muffa.” L’aria è tossica. Ecco perché sta male. Andrei rimase in silenzio.
“I medici non hanno trovato nulla perché il problema non sei tu. È qui.”
Avrebbe voluto protestare, ma un attacco di tosse lo costrinse a trattenersi. Quando si calmò, gli occhi gli si inumidirono.
“Ne siete sicuri?” sussurrò.
“Sì. Ho visto troppi casi per sbagliarmi.”
Quel giorno stesso, Andrei fu trasferito in un’altra ala della villa. Chiamò l’impresa edile. Quando aprirono il muro, la verità venne a galla.
Tubature bruciate di anni prima. Muffa nera. Spore si stavano diffondendo intorno al letto.
“Se fossi rimasto qui ancora qualche mese”, disse l’operaio, “non so se saresti ancora riuscito a scappare.”
Nelle settimane successive, Andrei iniziò a respirare meglio. La tosse si fece meno frequente. Le sue guance riacquistarono colore.
Una mattina, Briana entrò e lo trovò seduto sul bordo del letto, completamente vestito, con la finestra spalancata.
«Briana», disse lui, alzando lo sguardo. «Mi hai salvato la vita.»
Lei scrollò le spalle.
«Ho fatto quello che dovevo.»
«No», insistette lui. «Hai rischiato tutto per me.»
Qualche giorno dopo, Andrei la chiamò nel suo ufficio. Una busta era sul tavolo.
«Ecco il tuo nuovo contratto. Non sei più una cameriera. Voglio che ti occupi della gestione della villa. E uno stipendio che ti cambierà la vita.»
Briana rimase senza parole.
«E c’è un’altra cosa», aggiunse. «Voglio finanziare la ristrutturazione di vecchi caseggiati popolari. Persone che non sanno perché si ammalano. Proprio come me.»
Passarono i mesi.
Andrei era una persona diversa. Passeggiava in giardino. Rideva. Viveva.
E Briana, una ragazza semplice proveniente da un quartiere difficile, imparò qualcosa che non avrebbe mai dimenticato:
A volte non sono i medici, i soldi o il potere a salvarti.
Ma il coraggio di un uomo semplice che si rifiuta di rimanere in silenzio.